jul
05
2011
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RUGGERO MAGGI EN VENECIA. Julio 2011.

In allegato invio il comunicato stampa e locandina relativi ai prossimi appuntamenti presso Padiglione Tibet

Mercoledì 6 luglio 2011 ore 18.00 76° compleanno del Dalai Lama

7/ 8/15/23 luglio 2011 proiezioni e performances di teatro, danza, musica

eventi ad ingresso libero

Padiglione Tibet ideato e curato da Ruggero Maggi

Spazio Art&fortE LAB c/o Palazzo Cà Zanardi Cannaregio 4132 – Venezia

fino al 30 agosto 2011

orari: 10.00 – 18.00 chiuso il lunedì

da Piazzale Roma o dalla Stazione Ferroviaria: vaporetto n°1 – fermata Ca’ d’Oro

cordiali saluti.
Ruggero Maggi

Comunicato stampa
con cortese preghiera di pubblicazione
Padiglione Tibet
progetto di Ruggero Maggi
“Se il popolo è esaurientemente informato, è in grado di distinguere ciò che è giusto da ciò che è
sbagliato. La censura e la limitazione dell’informazione violano la dignità dei diritti umani.”
(Il Dalai Lama)
La dignità di un popolo può essere messa in luce anche attraverso un progetto artistico.
Quest’anno la Biennale di Venezia ha ospitato il maggior numero di presenze nazionali mai
registrate nella sua storia ormai centenaria. Una forma di riscatto culturale voluto fortemente da
molti paesi e che, per Padiglione Tibet – un padiglione per un paese che non esiste – ha assunto
addirittura una valenza socio-politica. Sua Santità Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama, guida spirituale
del popolo tibetano ed emblema del più profondo amore per la Pace, festeggerà il Suo 76°
compleanno proprio a Padiglione Tibet – mercoledì 6 luglio 2011 alle ore 18.00 – attraverso la
presenza del suo rappresentante europeo, di monaci tibetani provenienti dal monastero di Padma
Samye Choekhor ling – India, di alcuni personaggi legati al mondo dell’arte contemporanea ed alle
Associazioni a sostegno del Tibet, che presenzieranno alla cerimonia:
Ruggero Maggi curatore di Padiglione Tibet
Tamding Choephel presidente Tibet Culture House che ha supportato attivamente questa giornata
celebrativa
Andrea Chinellato responsabile Art&fortE LAB
il Rappresentante Europeo del Dalai Lama
Claudio Tecchio Campagna di Solidarietà con il popolo Tibetano
è prevista la presenza di Vittorio Sgarbi
Per l’occasione, durante gli orari della mostra, i monaci realizzeranno in 3 giorni un mandala con
momenti di preghiera collettiva, che verrà poi dissolto in mare a fine agosto con una cerimonia
celebrativa.
Inoltre tra gli eventi previsti a luglio si segnalano:
- giovedì 7 luglio ore 21.30 proiezione del film Genocidio silenzioso di Christiana Ruggeri
- venerdì 8 luglio ore 21.30 reading teatrale scritto e interpretato da Paola Caramel
IL SUONO DEL SOLE
“Ho aperto gli occhi sul mondo. Ho sentito il richiamo dell’uomo per l’uomo.”
Un sogno. Un viaggio ipotetico in Tibet. Il cammino emozionale di una donna che sceglie di confrontarsi con
una terra violata, per la quale/attraverso la quale cerca un riscatto. Due storie che si assomigliano e si
fondono, l’una indipendente dall’altra ma entrambe necessarie alla realizzazione del concetto: dove c’è
prevaricazione non c’è individuo, non c’è patria, non c’è destino.
venerdì 15 luglio ore 21.30 performance di danza di Kappa con Viola Bergamini, Orsola Cacici,
Cinzia Nalbone, Patrizia Pelagalli
Realtà curva
Tra le Khata realizzate per Padiglione Tibet una danza silenziosa che partendo dal centro si irradia verso
l’esterno avvolgendo il tempo e lo spazio in una graduale ritmicità, scandita da sequenze luminose e
frammenti di video.
sabato 23 luglio ore 18.30 live set di Romina Salvadori ft Madriema
Romina Salvadori – voce
Massimiliano Lupo – chitarra
Emanuele Wiltsch Barberio – live electronics
Nell’ambito del Padiglione Tibet la cantante Romina Salvadori incontra Madriema per una performance dal
vivo incentrata sulla voce. Il canto si intreccia con melodie flebili e fluttuanti, si moltiplica e si risponde: la
compenetrazione tra suono e voce è una lenta tessitura che si schiude davanti all’ascoltatore. Gli echi e le
sonorità di questa alchimia sonora si dispiegano lentamente, avvolgendo e traghettando il pubblico verso un
imperdibile viaggio sonoro.
Eventi ad ingresso libero
Il programma potrebbe variazioni in corso d’opera,

Padiglione Tibet
ideato e curato da Ruggero Maggi
fino al 30 agosto 2011
Spazio Art&fortE LAB c/o Palazzo Cà Zanardi
Cannaregio 4132 – Venezia
orari : 10.00 – 18.00 chiuso il lunedì
da Piazzale Roma o dalla Stazione Ferroviaria: vaporetto n°1 – fermata Ca’ d’Oro
artisti partecipanti:
Dario Ballantini, Piergiorgio Baroldi, Donatella Baruzzi, Luisa Bergamini, Rosaspina B. Canosburi, Nirvana
Bussadori, Silvia Capiluppi, Angela Maria Capozzi, Tamding Choephel, F. Romana Corradini, Marzia
Corteggiani, G. Luca Cupisti, Teo De Palma, Anna Maria Di Ciommo, Laura Di Fazio, Marcello Diotallevi, Luigi
Filograno, Roberto Franzoni, Fernando Garbellotto, Ferruccio Gard, Annamaria Gelmi, Luciano G. Gerini, Isa
Gorini, Franca Lanni – Renata Petti, Bruno Larini, Pino Lia – Celina Spelta, Oronzo Liuzzi, Ruggero Maggi,
Fabrizio Martinelli, Gianni Marussi – Alessandra Finzi, Renato Mertens, Simona Morani, Paolo Nutarelli, Clara
Paci, Marisa Pezzoli, Benedetto Predazzi, Tiziana Priori, Antonella P. Giurleo, Sergio Sansevrino, Roberto
Scala, Gianni Sedda, Roberto Testori, topylabrys, Micaela Tornaghi, Monika Wolf.
per informazioni:
camera312@fastwebnet.it
www.padiglionetibet.com 320.9621497
note biografiche performers:
Paola Caramel scrive racconti, sceneggiature teatrali e testi musicali. Quasi sempre i suoi temi parlano di problematiche
sociali, di integrazione e naturalmente d’arte, strumento fondamentale per arrivare alla vera natura di ogni uomo. Diplomata
al conservatorio Verdi di Torino si innamora del jazz e decide di proseguire gli studi presso la scuola torinese Centro di
Perfezionamento Jazz e successivamente con la cantante milanese Tiziana Ghiglioni. Terminati gli studi inizia a cantare con
varie formazioni ma nel contempo sente l’esigenza di una formazione teatrale. E’ il momento di studiare recitazione, storia
del teatro e perché no, danza jazz e tango argentino. Iniziano quindi i lavori teatrali in musica, performance artistiche entro
cui la musica rimane sempre il filo conduttore. Da quattro anni collabora con il pianista jazz Davide Calvi con cui canta,
scrive e porta in giro spettacoli e performance teatrali, reading musicali e concerti jazz. www.paolacaramel.eu
Kappa danzatrice coreografa e performer, inizia e completa gli studi di tecnica moderno-creativa presso il Centro Chorea di
Bologna, intraprendendo sia la formazione artistica che quella pedagogica e didattica. Dal 1984 al 1997 è danzatrice e
maitre della Compagnia omonima riconosciuta, per la propria attività coreutica e di ricerca, come “compagnia d’autore”.
Attualmente per la danza collabora con l’ Endas Ensemble Gloria Barbieri, diretto da Marika Mazzetti; per spettacoli e
seminari con il Teatro Testoni Ragazzi, con cui realizza inoltre lo spettacolo “Sotto un’altra luce” (2008) con regia di Valeria
Frabetti. Nel 1991 ha creato con altri artisti “Free…”, progetto di libera interazione artistica presentato presso l’Aula Magna
dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Dal 1997 concentra il proprio interesse in azioni performative strettamente collegate
alla ricerca contemporanea dell’arte visiva, creando installazioni attraverso la performance e l’improvvisazione.
Romina Salvadori Voce e co-fondatrice delle formazioni estAsia e RAN, lungo il suo percorso ha attraversato e assorbito
molteplici forme di vocalità e tecniche, arricchendo il colore della propria voce con percorsi ed esperienze che riemergono in
espressioni musicali archetipiche e cangianti. Ha elaborato con l’autore e violinista Fulvio A.T. Renzi il progetto “The
Invisible Teachers”, esperimento di canalizzazione sonora. Ha collaborato, tra altri, con: La Crus, Tantra, Giancarlo Onorato,
Ductia, Alessandro Grazian, Unfolk – Alessandro Monti. Ha prodotto per diversi linguaggi artistici fondendo la sua voce con i
lavori dello scultore Vittorio Corsini, il regista Tiberio Grego e la compagnia di danza RBR Dance Company con cui partecipa
a due anni di lunga tournee teatrale per lo spettacolo “4″, di cui è co-autrice della colonna sonora. www.rominasalvadori.com
Il trio Madriema da sempre propone performances improvvisate, spesso cambiando gli strumenti in gioco. Attiva dal 2004, la
formazione ha saputo negli anni esplorare il valore dell’improvvisazione nella musica elettronica, strutturando una
grammatica propria di geometrie sonore, improntate sulla manipolazione in tempo reale di elementi ritmici, utilizzando il
linguaggio della voce, dello strumento, della macchina, del silenzio. Ha pubblicato nel 2010 il cd “Musica per Fines

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jul
05
2011
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Revista DOSSIER . Julio 2011.

BOBBY MC FERRIN EN MONTEVIDEO / FRANCISCO DE GOYA / FERNANDO LOPEZ LAGE / JEAN ECHENOZ / PILOBOLUS / LAS FOTOGRAFÍAS DE JAVIER HINOJOSA / GRANDES PELÍCULAS QUE NUNCA SE TERMINARON : es parte de lo que encontrarán en la nueva edición de DOSSIER

Consultas sobre puntos de venta y suscripciones: http://www.revistadossier.com.uy/content/view/116/

Consultas sobre ediciones anteriores: http://www.revistadossier.com.uy/content/blogsection/11/132/

REVISTA DOSSIER

Bulevar Artigas 1443

Torre de los Caudillos apto. 210

Montevideo – Uruguay

(598) 2403 2020 / 2403 2046

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jun
06
2011
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Se viene otro Kilo~Ciclo

KILO~CICLO / Arte Sonoro
Ciclo de encuentros y conciertos de arte sonorovisual experimental.
4ta Edición: Manrico Montero (México) y Gastón Arévalo (Uruguay)

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Viernes 3 de Junio 2011, 19:30hs
Entrada gratuita
Teatro de la Facultad de Artes
18 de julio 1772
Montevideo/Uruguay
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Manrico Montero (México)

Manrico Montero es uno de los más importantes activistas del paisaje sonoro en la república mexicana desde los ultimos 10 años, dedicado de lleno al arte de la grabación de naturaleza, fonografía, grabación de campo, bioacústica, realiza además instalaciones sonoras para sitio específico, piezas sonoras multicanal, obras audio-visuales y escribe textos teorícos de paisaje sonoro y filosofía, cultivando también el arte de la improvisación libre y la música electroacústica.

Su trabajo como fonografista de la naturaleza lo han llevado a realizar grabaciones en importantes espacios naturales, desde las montañas de Tobati en la amazonica Paraguay, pasando por los salares de Uyuni en Bolivia, y realizando importantes mapeos sonoros en multiples locaciones de México. Su especialidad son las aves acuáticas, llevando a cabo detallados trabajos acerca de los Flamencos (Phoenicopterus)en el caribe mexicano y el altiplano andino en sudamerica, y trabajando con otras especies de aves acuáticas como el Ibis.

Manrico ha editado su trabajo sonoro en sellos internacionales como: SEM, Trente Oiseaux, and/OAR, IOD, Eko, Rain Music, Avatar/Ohm Editions, Mahorka, Mk2, Post-Disco, y en los sellos mexicanos: Static Discos, Mil Records, Filtro, Abolipop y su propio sello: Mandorla.

Como promotor cultural ha estado involucrado en la generación y desarrollo de muchos colectivos y sellos discograficos independientes de música experimental en la ciudad de mexico desde los últimos 15 años.

Manrico es fundador y director del colectivo y sello discográfico de música experimental y artes audio-visuales de la naturaleza Mandorla.

+ info:
www.manricomontero.com
www.waterbirdsoundscape.com
www.phoenicopteridae-soundscape.com
www.mandorla.com.mx

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Gastón Arévalo (Uruguay)

Gastón Arévalo es un artista multidisciplinar enfocado en la exploración de lo sonoro, teniendo una fuerte presencia en su obra conceptos como aislacionismo y naturaleza siendo uno de los elementos fundamentales de su inspiración.

Sus trabajos, basados en texturas procesadas que se mimetizan con collages electro-acusticos, ritmos orgánicos y grabaciones de campo se pueden enmarcar en terrenos relacionados al ambient experimental y abstracto.

Ha presentado y exhibido sus trabajos en varios festivales y eventos en lugares como: De unie (Rotterdam) Abraxas Theater (Augsburg), Spuiplein (Den Hague), School of Art & Design (Limerick), Orquideorama (Antioquia), Institute of Contemporary Arts (London), Palacio de Correos (Buenos Aires). Ha sido incuÌdo en la programación de emisoras como BBC Radio1, RNE Radio 3 y Radio1 Praga.

En esta oportunidad estará presentando en vivo material de su m·s reciente trabajo llamado “Deriva” el cual esta inspirado en los retratos de la selva latinoamericana que refleja la literatura de Horacio Quiroga. Este material será editado próximamente en edición limitada formato cassette.

+ info: http://www.garevalo.info/

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Viernes 3 de Junio 2011, 19:30hs
Entrada gratuita
Teatro de la Facultad de Artes
18 de julio 1772
Montevideo/Uruguay
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organizan:
Ienba (Area de lenguajes computarizados) UDELAR
montevideo.etc (Espacio de Tecnología y Cultura)

apoya:
Intendencia de Montevideo / Departamento de Cultura
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jun
06
2011
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DRKBT ECLECTICO! Manrico Montero | Pablo Gindel | Ignacio de Salterain

 

Dorkbot ecléctico / Manrico Montero | Pablo Gindel | Ignacio de Salterain
Dorkbot ecléctico / Manrico Montero | Pablo Gindel | Ignacio de Salterain

Manrico Montero | Pablo Gindel || Ignacio de Salterain

[-:] DRKBT ECLECTICO! [:-]

dorkbot.mvd || domingo 5 de junio 2011 / 19:30hs

Domingo, 05 de junio · 19:30 22:30

Lugar
Centro de Exposiciones Subte/Plaza Fabini 18 de Julio esq. Julio H y Obes
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jun
06
2011
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IV JORNADES XARXAPROD/ investigació i innovació en cultura. 2011

Us adjuntem la informació de les
IV JORNADES XARXAPROD //OPEN THINK TANK 2011
Investigació i innovació en cultura
que tindran lloc a la NauEstruch de Sabadell els propers dies 8 i 9 de juny.

NauEstruch,
L’Estruch
C/ de Sant Isidre, 140
08208 Sabadell

———————————————

IV JORNADES XARXAPROD //OPEN THINK TANK 2011.

Investigació i innovació en cultura

8 i 9 de juny del 2011

NauEstruch,

L’Estruch,

c/ Sant Isidre, 140.

08208 Sabadell.

XARXAPROD

Xarxaprod és una associació que, des de l’any 2006, aglutina centres de producció d’arts visuals públics i privats al servei de la producció artística contemporània de tot Catalunya. L’objectiu de Xarxaprod és compartir i optimitzar recursos, enfortir el teixit productiu al servei dels artistes, facilitar el diàleg entre agents i administracions i treballar per a nous públics des de contextos i realitats diverses.

Els membres de Xarxaprod són entitats, projectes o plataformes que ofereixen espais, recursos (tècnics i de gestió), mitjans (residències, ajuts i beques, publicacions) i suport (formació, mediació amb altres agents del territori, difusió i presentacions públiques) per als processos de producció en l’àmbit de la creació i, conseqüentment, per als seus destinataris, els usuaris. La funció de Xarxaprod és impulsar i promoure iniciatives i projectes de creació contemporània amb la voluntat expressa de servei públic, així com fomentar la reflexió sobre aquest sector i sobre les polítiques culturals.

Xarxaprod la componen més de vint-i-cinc membres, un elevat percentatge dels quals està distribuït en pobles i ciutats allunyats dels centres tradicionals de creació, i ofereix un ventall d’iniciatives ric en metodologies i serveis. Cadascun dels membres aporta enfocaments, metodologies i àmbits territorials suficientment diversos com per establir espais de treball complementaris. Liderats en gran part per professionals de llarga trajectòria i forta especialització, són un referent obligat pel que fa a la producció i la dinamització culturals del país.

Desenvolupant discursos propis en cada cas, els centres que conformen Xarxaprod són l’àmbit de treball de molts artistes i altres agents vinculats a les pràctiques artístiques contemporànies; tots plegats, professionals bons coneixedors del seu context, que treballen per aconseguir complicitats en cada territori, detectant-hi necessitats i aportant-hi cultura en graus i manifestacions diversos, des de la producció a la distribució i l’exhibició; tot oferint servei, d’una banda, als agents implicats en la creació i, d’una altra, el més important, a la societat.

L’ESTRUCH

Ca l’Estruch va funcionar com a fàbrica dedicada a la tintoreria fins els anys 80. Després, mitjançant un conveni, part dels terrenys van passar a l’Ajuntament de Sabadell. L’any 1992 va començar la rehabilitació de la fàbrica i l’any 1995 es va posar en marxa com a centre de formació, producció i exhibició per a les arts en viu. La Fàbrica de Creació d’Arts en Viu L’Estruch de Sabadell es, doncs, un dels centres de producció cultural mes antics de Catalunya.

Al llarg dels seus quinze anys de vida, L’Estruch ha anat creixent en volum d’activitats i serveis, tot convertit en la casa de la creació de les arts en viu emergents al territori. La fàbrica dispossa de teatre, sales d’assaig per a companyies escèniques, bucs d’assaig per a grups musicals, tallers d’escenografía, tallers de producció artística, sala d’exposicions, apartaments per a la residència d’artistes.

L’any 2010, tot coincidint amb els seu 15è aniversari, L’Estruch inicía una nova etapa orientada a la investigació i la innovació en l’ambit dels nous formats escènics i performatics amb la inaguració de dues noves àrees: el medialab d’arts en viu i tecnología MediaEstruch i l’espai per a les pràctiques performàtiques i els estudis de la performativitat NauEstruch.

IV JORNADES XARXAPROD // OPEN THINK TANK 2011.

Una de les activitats regulars que formen el treball anual de Xarxaprod són les jornades de treball, un instrument que aglutina processos de reflexió, trobada, debat i interacció entre els diversos membres de la xarxa, agents culturals, professionals del sector provinents de diversos àmbits i públic assistent.

Les jornades possibiliten el desplegament de discursos i estratègies aplicades a la gestió i organització i estableixen un marc de sinergies indispensable per al funcionament i la sincronia del sector.

Les IV Jornades Xarxaprod s’articulen conjuntament amb les sessions Open Think Tank, unint esforços per tractar temes que considerem concerneixen a ambdós projectes. Tot ampliant les dinàmiques habituals a La Fàbrica de Creació d’Arts en Viu L’Estruch de Sabadell, s’establirà en un marc de debat i reflexió més obert de debat públic sobre el propi projecte i directrius de futur en relació al context social i professional al qual s’interpel·la. Open Think Tank està dirigit per la plataforma d’investigació i innovació en cultura ZZZinc. ( www.zzzinc.net )

Prenent com a tema central el paper de l’Estruch com a espai d’innovació i investigació en cultura, posem sobre la taula dos projectes diferents que s’imprementaran en un futur immediat: un viver d’emprenedors ila plataforma d’investigació artística derivada de la seva optimització. Així, partint d’aquestes dues línies, sorgeix el disseny de les conferències i taules de treball que presentem més endavant. A més de tenir una aplicació immediata per al propi centre, fer de l’Estruch el cas d’estudi de OTT,, també permetrà un coneixement útil per a la resta de membres de Xarxaprod. Seguint la lògica natural d’OTT, volem aprofitar idees, pràctiques concretes i coneixements que puguin servir a l’Estruch per impulsar les seves àrees de treball sota l’esperit d’una assessoria oberta, compartint coneixements especialitzats entre totes i tots els assistents.

PROGRAMA OBERT: ACTIVITATS XARXAPROD / OPEN THINK TANK

SESSIÓ1. INNOVACIÓ I EMPRENDIZAJE

dimecres 8 de juny

16-17h CONFERENCIES

Isidor Fernández (isidorfernandez.net). Nodos potenciales del capital cultural en Sabadell

Julen Iturbe (consultorartesano.com). El emprendedor en el ámbito cultural

Aquesta primera sessió fixa el seu nus d’interès en les possibilitats que l’àmbit cultural i els seus professionals tenen a l’hora de dur a terme un projecte de caràcter empresarial. Donat que és un tema multidimensional, amb cal analitzar les diferents capes que comprèn detalladament per entendre les singularitats i ambivalències de la lògica emprenedora inserida en la producció cultural. Per a això, comptarem amb Julen Iturbe, de la consultoria artesana en xarxa, que contextualitzarà la figura de l’emprenedor i les seves especificitats en l’àmbit cultural. D’altra banda, l’antropòleg Isidor Fernández, mostrarà un rastreig local de nodes potencials que poden formar xarxa amb un viver en el centre cultural Estruch.

17-18h Preguntes i debat

18.30h. 1ª Taula open think tank, VIVER D’EMPRENEDORS A MEDIAESTRUCH

PRESENTACIÓ del cas MediaEstruch: Oscar Abril Ascaso (L’Estruch)

19.30h SESSIÓ ASSESSORIA OBERTA:

Rubén Martínez (YProductions i ZZZINC), Tere Badia (XarxaProd/Hangar), Membres de Xarxaprod.

La taula de treball d’aquesta primera sessió, conformada per diferents agents i investigadors de l’àmbit cultural, se centrarà a pensar propostes que potencialment puguin ser implementades a Mediaestruch, espai del centre que acollirà el viver.

SESSIÓ2: INVESTIGACIÓ EN CULTURA I MEDIALABS

dijous 9 de juny

16-17h CONFERENCIES

Jose Luis de Vicente (ZZZINC). Els medialabs com a centres d’investigació

Pau Alsina (UOC/Artnodes). Ciència, Art i Investigació

La segona sessió se centrarà en la investigació en l’àmbit artístic i cultural, tant en les metodologies que es poden adoptar a l’hora de desenvolupar aquests processos com en les possibilitats de transferència de coneixement a altres àrees d’investigació. Per a això comptarem amb les conferències d’obertura de dos experts en els processos d’investigació en cultura. En primer lloc, José Luis de Vicente analitzarà diferents models de Medialabs i la seva capacitat per possibilitar processos i facilitar metodologies d’investigació en l’àmbit artístic i cultural. Finalment, Pau Alsina reflexionarà sobre les possibilitats d’interacció i articulació de la investigació artística amb àrees com la científica.

17-18h Preguntes i debat

18.30h. 2ª Taula open think tank, PROCESSOS D’INVESTIGACIÓ A NAUESTRUCH

PRESENTACIÓ del cas NauEstruch: Oscar Abril Ascaso (L’Estruch)

19.30h SESSIÓ ASSESSORIA OBERTA:

Joan Pujol (Universitat Autonoma de Barcelona/Col.lectiu Fractals), Tere Badia (Xarxaprod/Grid Spinoza), Anna Espadalé / Neus Andreu (Fil A L’Agulla), Marina Lopez Sola (Institut Alta Tecnologia de Barcelona), Membres de Xarxaprod.

La taula de treball de la segona sessió, que estarà conformada per investigadors de diferents àrees i membres de Xarxaprod, se centrarà en Mediaestruch, espai del centre especialitzat en els processos d’investigació. Ambdues sessions es gravaran i podran ser consultades en la web del projecte, En aquesta mateixa web, es podrà trobar informació ordenada per a la seva consulta pública de les dues edicions de Open Think Tank, amb entrevistes a diversos responsables de centres i projectes culturals.

http://zzzinc.net/openthinktank .

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jun
06
2011
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Convocatoria 2011 / ¨ESSERCI SENZA ESSERCI 4¨ Curador ENZO CORRENTI

“SER SIN ESTAR. (cuarta edición)”

En este año 2011 se realizará la
“VII Reunión Anual de Artistas Contemporáneos”
en la localidad de Pontedera, (Pisa – Italia)

Por este motivo, se efectuará
un evento paralelo (dedicado al “Mail art”):

Exposición de Arte Correo – 2011 –“ESSERCI SENZA ESSERCI 4”

“Ser sin estar (cuarta edición)” bajo la curaduría de Enzo Correnti.
(Diseño gráfico de _guroga)

REGLAMENTO:

1) Realizar un “mail art” con un tema libre

2) En el reverso de la obra debes escribir tu nombre, la fecha y título de tu obra

3) Laparticipación en este evento es gratuita

4) Puedes mandar una o más obras, enviando a la dirección postal:

Enzo Correnti
Via Garella, 43
59100 – Prato
(ITALIA)

5)-Los trabajos enviados no serán devueltos

6)-Para más información:

e_mail: enzo.correnti@libero.it

La exposición formará parte del evento

La FuGa NoN è Mai oRDiNaTa (“La huida no precisa un orden”)
VII iNCoNTRo aRTiSTi CoNTeMPoRaNei
CaRRoZZeRia RiZieRi
Via PiSaNa, 19
PoNTeDeRa (PiSa) – iTaLia
Sábado 24 y Domingo, 25 de septiembre 2011

SE EXPONDRÁN TODAS LAS OBRAS LLEGADAS ANTES DE LA FECHA 18 DE SEPTIEMBRE 2011.
QUEDARÁN EXCLUIDAS LAS “MAIL ART” QUE SEAN OFENSIVAS, PORNOGRÁFICAS, RACISTAS, ETC.
http://esserci-senza-esserci.blogspot.com

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may
16
2011
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MURAL EN CALLE PECOCHE de SANTA LUCÍA.
















ACCIÓN DE MURALES.
Abril 2011
Se realizó entre el viernes 23 y sábado 24 de Abril 2011 un mural en las calles PECOCHE y MIRANDA de Santa Lucía, donde un grupo de vecinos decidieron intervenir en su barrio de forma autogestionaria, creando un espacio barrial que denominaron ESPACIO EL PALOMAR, pues el mismo, entre otras singularidades, tiene enorme cantidad de palomas en su entorno.
El arte visual siempre debe de estar junto a la gente y sus historias por lo que la realización del mural, representando algunos aspectos de la vida de Santa Lucía, es una parte necesaria que bien debiera ser cotidiana en todos los lugares públicos.
Es bueno resaltar que esta acción parte de la voluntad de los propios vecinos, quienes brindaron su total esfuerzo para que así ocurriera, no esperaron después que tiraron la idea que otro la hiciera, sino que su propio esfuerzo hizo que idea y realidad se unieran y así hoy podemos no solo el mural sino también plantas, árboles, bancos y otras mejoras que permitirán ver y disfrutar el premio de sus esfuerzos.
Como siempre, las acciones colectivas disfrutables, dejan una semilla pendiente que hará que en poco tiempo más, se pueda continuar el mural y enriquecer el ESPACIO con otros elementos que lo haga crecer como tal cada día más en apoyo a la calidad de vida ciudadana del vecindario y transeúntes en general.
Pensar que no hace tanto era el lugar donde muchos vecinos y no tanto utilizaban de basurero contaminando el barrio en lo sanitario y visual. Hoy el barrio ha ganado en la lucha por mantener espacios comunitarios para disfrutar y de todos. Es buena cosa la acción comunitaria auto-gestora de sus propias ideas y sueños, que no dependa de otros, por que siempre lo que uno debe de realizar es mejor hacerlo uno mismo que esperar que otro lo haga, pues lo de uno es de uno y lo de otro es de otro.
Dice una frase que debiera de ser más recordada… UN HOMBRE ES LO QUE HACE Y NO LO QUE DICE HACER.

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may
16
2011
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ESPACIO CULTURAL RBC ITUZAINGÓ/ temporada 2011

ESPACIO CULTURAL
RBC ITUZAINGÓ
2011/Segunda Temporada.

Luego de la experiencia desarrollada en el 2010, el ESPACIO presenta
su segunda temporada. Ella fue sumamente enriquecedora para todos, no solo para los participantes como espectadores, sino también para los artistas presentes y que ha hecho
que en su gran mayoría estén en este 2011 nuevamente.
El inicio de la Temporada 2011 será el sábado 28 de mayo a las 18 hs.

DETALLES GENERALES
- Temporada / mayo a octubre 2011
- Día/ Sábados de 18 a 20.30hs
- Frecuencia/ 1 sábado al mes.
- Entrada Gratuita.

PROGRAMACIÓN.
Sábado 28 de Mayo.

* Muestra GADES, viento de pueblo.
  (muestra de grabados de Antoni MIRÓ.)
* La TERTULIA de MARÍA.
  (evento literario y musical de María Carbajal y amigos)
* CINE/ Charles CHAPLIN.

Gestión
TENDALES/santalucía
Proyecto declarado de interés cultural local por la Junta del Municipio de Santa Lucía.
& ONG RBC ITUZAINGO

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may
16
2011
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EAC /Espacio de Arte Contemporáneo

Todo lo que siempre quiso saber sobre los Soundtoys
(pero nunca se atrevió a preguntar) //



Antología Soundtoys [1996-2008]
Charla Brian Mackern
Viernes 18 de Marzo, 19:00hs

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Artistas en Diálogo / temporada 2.2
EAC /Espacio de Arte Contemporáneo
Arenal Grande 1930 esq Miguelete

Montevideo, Uruguay
http://www.eac.gub.uy/
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Viernes 8 de Abril, 19:00hs
Soundtoys [remixed] – Concierto [i]:

FLATTEN
Hernán González & Martín Craciún
http://www.flattenmusic.net

BITMONDO
Daniel Argente & Marcos Umpiérrez
http://www.bitmondo.com

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Viernes 29 de Abril, 19:00hs
Soundtoys [remixed] – Concierto [ii]:

GABRIEL GALLI, NANDY CABRERA & GASTON OTERO
http://www.espectral.com.uy

LUCIANO SUPERVIELLE & BRIAN MACKERN
http://www.lucianosupervielle.com

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Artistas en Diálogo_ forma parte de la actual Temporada 2.2 del EAC.

Este ciclo busca propiciar el encuentro entre los artistas y el público, generando un
diálogo directo de reflexión sobre experiencias con el arte contemporáneo.

Este Viernes 18 a las 19.00hs seguimos con el artista Brian Mackern y sus Soundtoys,
en una conferencia que tratará sobre una antología de 12 años de trabajo en torno a
interfaces sonorovisuales lúdicas.
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Artistas en Diálogo / temporada 2.2
EAC /Espacio de Arte Contemporáneo
Arenal Grande 1930 esq Miguelete
Montevideo, Uruguay
http://www.eac.gub.uy/

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feb
22
2011
0

Reunión: John Cage, Marcel Duchamp, Música Electrónica y Ajedrez

Tomado de Lowell Cross

En el año 1999 se cumple el treinta y un aniversario de Reunión, una performance en la que los juegos de ajedrez determinaron la forma y el ambiente acústico de un acontecimiento musical. El concierto – celebrado en el Ryerson Theatre en Toronto, Canadá – empezó a las 8:30 de la noche del 5 de Marzo de 1968, y concluyó aproximadamente a la 1:00 de la mañana siguiente. Los intérpretes principales fueron John Cage, quien concibió (pero en realidad no “compuso”) la obra; Marcel Duchamp y su esposa Alexina (Teeny); y los compositores David Behrman, Gordon Mumma, David Tudor y yo, que también diseñé y construí el tablero de ajedrez electrónico, terminándolo justo la noche antes de la performance. Si exceptuamos una breve aparición en escena al mes siguiente 1 con Merce Cunnningham y la Dance Company en Buffalo, NY, Duchamp hizo su última aparición pública -en el papel de maestro de ajedrez -en Reunión.

MALENTENDIDOS

A lo largo de 31 años, han aparecido en documentos acerca de Cage y Duchamp, más ficciones que realidades respecto a Reunión, incluso de la pluma de autores con una prestigiosa reputación. Nicolas Slonimsky escribió en la edición de 1978 de Baker’s Biographical Dictionary of Musicians:

“El (Cage) también se interesó por el ajedrez e hizo exhibiciones de juego con Marcel Duchamps [sic], el famoso pintor convertido en maestro de ajedrez, usando un tablero diseñado por Lowell Cross que funcionaba según principios aleatorios con la ayuda de un ordenador y un sistema de rayos láser.” 2

Cage y Duchamp sólo hicieron una “exhibición” pública del juego, la vez de Reunión, y hasta la fecha es el único tablero de ajedrez que he construido (estoy preparando un segundo para 1999). No empleamos un ordenador en conexión con aquel tablero, ni tampoco usamos sistema alguno de “rayos láser”. (La primera exhibición de “luz de láser” que desarrollé, fue durante el siguiente otoño e invierno [1968-1969]; colaboré en ese proyecto con el escultor y físico C. D. Jeffries de la Universidad de California, Berkeley y, ocasionalmente, con Tudor.)3

En su biografía de Cage, The Roaring Silence-John Cage: A Life, David Revill escribió:

” A principios de 1968 Cage realizó Reunión. Algunos equipos de sonido que funcionaban continuamente fueron preparados por Tudor, Mumma, y David Behrman. Los sonidos variaban de acuerdo con la posición de las piezas sobre un tablero de ajedrez especialmente preparado, construido por Lowell Cross del Instituto Politécnico de Toronto. El movimiento de las piezas sobre el tablero desencadenaba un pasaje de música a cargo de Cage, Tudor, Mumma, o Behrman; puesto que los equipos de sonido estaban siempre en funcionamiento, cada repetición de una jugada, conducía a un sonido diferente. Teeny Duchamp miraba, mientras Cage y Marcel Duchamp jugaban. La velada empezó con un gran público. Cage y Duchamp la aplazaron después de varias horas cuando la sala estuvo vacía. A la mañana siguiente terminaron la partida; Duchamp se dio a sí mismo un caballo de desventaja, pero aún así derrotó a su alumno.”4

La descripción de Revill contiene algunas afirmaciones muy erróneas. Había sistemas de generación de sonido preparados por Tudor, Mumma, Behrman y yo; no había ningún pasaje de música de Cage que surgiera de los movimientos sobre el tablero. Aunque la performance fue en el teatro del campus de Ryerson, no tuve relación con el [Ryerson] Instituto Politécnico. En aquel tiempo yo era licenciado e investigador asociado en los Electronic Music Studios de la Universidad de Toronto. Basé mi diseño del tablero de ajedrez en fotoresistores o fotocélulas, no entradas o circuitos activos.

Revill ofrece también la impresión errónea de que el acontecimiento abarcó solamente una partida. En realidad, Teeny Duchamp, vió como su marido (Blancas) derrotaba a Cage (Negras) en tan sólo media hora -a pesar de su desventaja de un único caballo -después de lo cual Cage (Blancas) y Teeney (Negras) jugaron una segunda partida hasta la 1:00 a.m. aproximadamente, en presencia de un público menguante de menos de 10 personas, una de las cuales gritó “¡Otra!” Duchamp memorizó los últimos movimientos y posiciones de las piezas en esta partida interminable, ganada finalmente por Teeny en New York unos pocos días después. No queda constancia de las jugadas de ninguna de las partidas de Reunión.

La siguiente descripción breve, por Calvin Tomkins, el biógrafo de Duchamp, se acerca a la exactitud, en la medida de lo posible:

” Con el nombre de Reunión, el acontecimiento constaba de Cage y Duchamp (y después Cage y Teeny) jugando al ajedrez sobre un tablero que había sido equipado con micrófonos de contacto; cada vez que una pieza era movida, hacía sonar una gama de ruidos electrónicos amplificados e imágenes osciloscópicas en pantallas de televisión visibles para el público.”5

En realidad, las funciones del tablero dependían de la ocupación o desocupación de los 64 fotoresistores (uno por casilla), no de los nueve micrófonos de contacto instalados dentro. Ante la insistencia de Cage, suministré emplazamientos internos para micrófonos de contacto, de modo que el público pudiera escuchar el movimiento físico de las piezas sobre el tablero si una oportuna conjunción de inputs, outputs y jugadas daba lugar (por casualidad) a ello (fig. 1). A lo sumo, esos sonidos eran débiles “thunks”, aún cuando estuvieran muy amplificados. Las imágenes osciloscópicas surgidas de mis pantallas de televisión monocromo modificado y color, proporcionaban control visual de algunos de los acontecimientos sonoros que pasaban en el tablero.

Fig. 1.- David Tudor, Lowell Cross y John Cage

Fig. 2.- Teeny Duchamp, Marcel Duchamp y John Cage

CONDICIONES PREVIAS

Una fría noche a finales de enero o primeros de febrero de 1968, John Cage me telefoneó al apartamento de Spadina Road en Toronto donde vivíamos mi esposa Nora y yo. Tenía ya noticias de los resultados del sonido-moción electrónico producido por el circuito de mi “Stirrer”.6 Cage me preguntó si podía construir para él un tablero de ajedrez electrónico que pudiera seleccionar y distribuir espacialmente sonidos en torno al público de un concierto mientras una partida se desarrollaba. Al principio, educadamente rechacé su propuesta porque estaba tratando de terminar mi trabajo de licenciatura en la Universidad de Toronto. El dijo: “Quizás cambiará de opinión cuando le diga quién será mi pareja de ajedrez”. Después de que yo dije “OK”, Cage dijo, “Marcel Duchamp”.

Me convenció, por supuesto, e inmediatamente empecé a diseñar el tablero de ajedrez, con tesis o sin tesis. (Cage desempeñó un papel importante en mi tesis, que investigaba el desarrollo histórico de la música electrónica y los comienzos de los estudios de música electrónica entre 1948 y 1953.)7

Cage me contó que iba a llamar la pieza Reunión porque esperaba reunir artistas, con los que había estado ligado en el pasado, en un marco teatral pero acogedor. El y Duchamp jugarían al ajedrez en medio del escenario, y los movimientos de la partida darían lugar a la selección de fuentes de sonido y a su distribución espacial en torno al público. Duchamp se sentaría en una cómoda silla (Cage se conformaría con una silla normal de cocina); Teeny estaría sentada muy cerca y miraría; mis aparatos de televisión “osciloscópica”, en el escenario, estarían en funcionamiento; y los aficionados al ajedrez en medio del escenario beberían vino y fumarían (Duchamp, cigarros; Teeny y Cage, cigarrillos) (Fig. 2). Desde el principio, los compositores-colaboradores de Cage, Berhman, Mumma, Tudor y yo proporcionaríamos los sonidos electrónicos y electroacústicos de la experiencia del concierto. Obviamente, Reunión iba a ser una celebración pública del gusto de Cage por vivir la vida de cada día como una forma de arte.

Cage me dejó a cargo del resto de los detalles, pero me propuso contactar con el compositor canadiense, nacido en Estonia, Udo Kasemets, quien estaba organizando un festival llamado “Equipos de sonido visual” en Toronto, para que Reunión fuera el acontecimiento inaugural (Fig. 3).

El ajedrez había formado parte de la vida cotidiana de Duchamp desde hacía décadas, y en los años 60 llegó a formar parte también de la vida cotidiana de Cage. El compositor había venerado a Duchamp desde su primer encuentro en 1942, pero mantuvo su distancia “al margen de la admiración”. Finalmente Cage encontró el suficiente coraje para pedirle a Duchamp lecciones de ajedrez, fundamentalmente como un modo de ir conociéndole.8 El escenario para Reunión en el Ryerson Theatre -con la imponente silla para Duchamp, los cigarros y cigarrillos, el vino y el ajedrez- era una imitación obvia del decorado de la segunda planta del apartamento unifamiliar de Duchamp en New York cuando Cage aparecía una o dos veces por semana para las “lecciones”. “El modo en que Marcel enseñaba consistía en tenernos a Teeny y a mí jugando al ajedrez…” recordaba Cage. “De vez en cuando venía y comentaba que estábamos jugando muy mal. No hubo verdadera enseñanza”.9 En los años 50, Duchamp estaba considerado por el gran maestro americano Edward Lasker como uno de los mejores 25 maestros de ajedrez en los Estados Unidos 10 (ver Fig. 4).

Fig. 3.- Programa del concierto

fig. 4.- Lowell Cross y Marcel Duchamp

fig. 5.- Teeny Duchamp, Marcel Duchamp y John Cage

EL TABLERO DE AJEDREZ

Aparte de ponernos de acuerdo sobre los micrófonos de contacto y su deseo de que de la partida de ajedrez resultara la selección y distribución de los sonidos en torno al público, Cage no solicitó nada acerca del funcionamiento real del tablero. Sin embargo, desde que comprendí su posición estética en los últimos años 60, tomé varias decisiones acerca del circuito del tablero que sabía que le gustarían.

Inmediatamente antes de la apertura, reinó el “silencio” (en el sentido Cageano) (ver Fig. 5). Los dos pares de filas a cada lado, donde las piezas de ajedrez estaban colocadas antes del inicio de la partida, estaban “desconectadas” (es decir, que no pasaba una señal) cuando sus 32 fotoresistores estaban ocupados; las cuatro filas centrales estaban “desconectadas” cuando los 32 fotoresistores restantes estaban desocupados. Con 16 entradas (permitiendo cuatro señales a cada uno de los cuatro compositores colaborantes) y ocho salidas (cada una dirigida a un equipo de altavoz), la complejidad del sonido ambiente sobre el público aumentaba cuando la primera parte de la partida avanzaba; luego disminuía a medida que quedaban cada vez menos piezas sobre el tablero.

Yo no seguía un plan específico mientras conectaba los componentes internos del tablero, salvo para garantizar que cada una de las 16 entradas (designadas 1-16) pudieran aparecer en las cuatro de las ocho diferentes salidas (designadas A-H). Por ejemplo, en el transcurso de la partida, una señal de la entrada 1 podía aparecer en las salidas B, E, F y/o G (ver Fig. 6). Mi disposición era arbitraria, no programada y casi al azar, pero cada una de las 16 entradas tenía una “oportunidad” de aparecer en cuatro de los ocho altavoces situados alrededor del público. Si suponemos que la escena estaba al “norte” del patio de butacas, los altavoces estarían dispuestos como los puntos cardinales: el altavoz A sería el noroeste; el B, el norte; el C, noreste; el D, este; E sudeste; F, sur; G, suroeste; y H, oeste.

La expectativa de Cage respecto al sonido en movimiento durante la partida se cumplió varias veces en el transcurso de la velada. Por ejemplo, si Duchamp (Blancas) movía su reina desde reina 1 (D1; entrada 1, salida F) hasta el alfil de rey 3 (AB3; entrada 1, salida B), el sonido presente en la entrada 1 se desplazaría desde el altavoz del fondo de la sala (F, sur) hacia el altavoz frente al público, justo debajo del centro del escenario (B, norte). Además hubo consecuencias secundarias a la elección del sonido y el movimiento, surgidas de las sombras de las manos y los brazos de los jugadores cuando movían las piezas; esos elementos adicionales gustaron enormemente a Cage.

Aunque se suponía que Reunión debía proporcionar una atmósfera acogedora, también era completamente teatral, con papeles bien definidos para las estrellas (sentadas en el centro del escenario) y los actores menores. El uso de los fotoresistores, alojados en cada una de las 64 casillas, exigía que la superficie del tablero estuviera bajo una fuerte iluminación. El tablero estaba bajo el foco, y ahí estaban los protagonistas. Cage no quiso hacer un problema de las necesidades de iluminación, pero me dijo, “Me alegro de que Marcel vaya a estar bajo el foco.”

Los fotoresistores y los resistores fijados forman una matriz pasiva (Fig. 7). Las entradas y las salidas no están ajustadas “a nivel” y pueden funcionar tanto con calidad media como con un equipo audio profesional; sin embargo, las salidas precisan una carga de alta impedancia. Los circuitos de resistencia simple atenúan las señales que entran. En consecuencia, si una casilla está “conectada” (es decir, que pasa una señal), se precisan 12 decibelios (dB) (de aumento) para cubrir la disminución en los dos últimos pares de filas, y 24 dB de aumento para las cuatro filas centrales.

Como se ve en la Fig. 7, cada señal es atenuada por un puente en T aislante. Los dos últimos pares de filas tienen los fotoresistores en las entradas; las cuatro filas centrales tienen los fotoresistores conectados al suelo. En su estado “desconectado”, los dos últimos pares de filas (ocupadas) atenúan la llegada de señales con un 62 dB adicional; las cuatro filas centrales (desocupadas) atenúan la llegada de señales con un 56 dB adicional. El circuito no permitía la situación de “desconexión” completa, pero estaba suficientemente acabado para Reunión.

El circuito de resistencia simple del tablero añade una insignificante cantidad de distorsión a las señales audio, y la frecuencia de respuesta es muy uniforme. Después de ajustar la atenuación de las figuras de banda ancha (ver arriba), su respuesta es de no más de 0.3 dB de 20 Hz y 1.3 dB de 20 kHz. El inconveniente, naturalmente, es que después de la atenuación es preciso un aumento para compensar.

Construí el dispositivo con dos tableros de torneos – tamaño Masonite (TM), uno encima con los fotoresistores montados en el centro de las casillas, y el otro como base. (El tablero de ajedrez de Reunión podía servir también para una partida de ajedrez “no electrónica”). Los dos tableros Masonite (TM) estaban separados por dos listones ordinarios de dos por cuatro pulgadas pintados de negro. El listón del lado derecho de las Blancas tiene dos aperturas: una para acceder a los 24 RCA enchufes (16 entradas desequilibradas, 8 salidas desequilibradas) y el otro para los nueve cables de los micrófonos de contacto montados dentro (ver Fig. 8). Sus dimensiones son 420x420x77 mm. o 16.5 pulgadas por 16.5 por 3 pulgadas de alto.

fig. 6.- Disposición de entradas y salidas en el tablero de Reunión

fig. 7 .- Circuitos básicos del tablero de Reunión

fig. 8.- El tablero parcialmente conectado

EL VINO

Al igual que en el diseño del tablero de ajedrez, Cage dejó la cuestión esencial del vino por completo a mi elección. Sabiendo que Duchamp derrotaría a Cage fácilmente en un par de partidas en una hora aproximadamente, decidí comprar para los protagonistas solamente una botella de vino (Fig. 9) y más sabiendo que tendría que pagar yo y que a pesar de mi estado financiero como licenciado, quería proporcionar una cosecha de alta calidad. El resultado fue un Château Kirwan 11 de 1964, que pude comprar con una “licencia” especial para servirlo en público, de la Head Office del Liquor Control Board de Ontario (LCBO), en la calle Front de Toronto.

“¿Cuántas botellas de vino? Preguntó el vendedor de la LCBO.

“Una.” Respondí.

“¿Cuánta gente se espera en su acontecimiento?”

“Un público de concierto, quizás 500.”

“¿Y usted está comprando solamente una botella de vino?, ¿cómo?”

“Sí.”

Escribió esto debajo, y después, encogiendo los hombros con socarronería, me extendió mi copia de los requisitos formales y rápidamente sacó una botella de Château Kirwan de 1964 de la amplia bodega detrás del mostrador. Nora suministró los vasos de vino para el acontecimiento.

Después de la sonada derrota de Duchamp sobre su oponente-estudiante en la primera partida (a pesar de la desventaja), 25 minutos y se había consumido más de media botella. Todavía tenemos el vaso en el que Duchamp bebió; los otras dos y la botella vacía desaparecieron. Su vaso está desportillado ahora, después de nuestros diversos traslados desde 1968. Si estuviera vivo hoy, estoy seguro que Duchamp comentaría que la desportilladura no hace sino completar el diseño original.

fig. 9.- Teeny y Marcel Duchamp. John Cage juega.

fig. 10.- Marcel Duchamp realiza su movimiento.

LA PRIMERA PARTIDA

Poco después de la hora anunciada, las 8:30 P.M. del Jueves 5 de Marzo de 1968, empezó Reunión. Los compositores colaborantes “valientemente” empezaron a producir sonidos de sus propios trabajos pre-existentes, que utilizaban un equipamiento especialmente construído, o modificado a medida, por los mismos artistas. La contribución de Behrman fue Runthrough, Mumma interpretó su Hornpipe y Swarmer, y Tudor – quien no participó en este compromiso con demasiado entusiasmo – se contentó con el título Reunión. Las obras de Behrman, Mumma y Tudor todas eran ejemplos de música “live electronic”, interpretada sin interrupción durante toda la noche. Mi contribución sonora fueron dos piezas de música en cinta pregrabada, Video II (B)12 y Musica Instrumentalis, que producía también imágenes osciloscópicas en las pantallas de televisión (ver Fig. 3). Como se observó antes, Duchamp (Blancas) llevó a su oponente-estudiante Cage (Negras) una desventaja en su primera partida, retirando el caballo de rey de su casilla (CR1) y reemplazándolo por 25 centavos de dólar americano (Fig. 10). Con esta acción, demostraba su comprensión del funcionamiento del tablero -y, por añadidura, su comprensión de todo el acontecimiento. Duchamp interpretaba su papel de maestro de ajedrez esa noche con una tranquila, imperturbable dignidad, como si el acontecimiento ideado no tuviera más que esa intención: ser una parte de la vida cotidiana. Como ya se dijo antes, derrotó contundentemente a Cage en aproximadamente 25 minutos -la desventaja no influyó en el resultado de la partida (Fig. 11).

Cage se propuso especialmente invitar a Reunión a Marshall McLuhan de la Universidad de Toronto, entonces en la cumbre de su fama como gurú de los media. McLuhan era uno de los “pensadores” favoritos del compositor en este período, y yo era estudiante en su seminario “Media and Society” durante el año académico 1967-1968. Udo Kasemets me informó después que McLuhan estuvo entre el público, permaneció durante la primera partida, y partió inmediatamente después. Nunca le pregunté a McLuhan acerca de Reunión, y él nunca mencionó el acontecimiento a los miembros del seminario o a mí.

fig. 11.- La segunda partida. Duchamp muestra su cansancio. David Behrman al fondo.

LA SEGUNDA PARTIDA

Mientras los protagonistas intercambiaban comentarios, la pausa entre partidas proporcionó un descanso – y una oportunidad para el éxodo de un amplio sector del público. Después, aproximadamente hacia las 9:15 P.M., el escenario volvió a las circunstancias reales de las “lecciones” de ajedrez en el apartamento unifamiliar de Duchamp en la calle 10 28 Oeste de New York: Cage jugaba con Teeny y Duchamp observaba (o dormía; ver Fig. 12). Los compositores colaborantes otra vez obedientes suministraron sus señales electrónicas a las entradas del tablero de ajedrez, mientras la partida entre Cage y Teeny siguió dale, y dale, y dale. Como jugadores de ajedrez hacían buena pareja, y jugaban seria y atentamente. Finalmente, a la 1:00 A.M. del 6 de marzo de 1968, Duchamp mostró su cansancio. Cage y Teeny acordaron aplazar el juego y continuarlo en el futuro. El acontecimiento tuvo este final inconcluso.

INTERPRETACIÓN

Una parte importante de la estética de la indeterminación de Cage se centró en su deseo de alejar su personalidad de su arte. Era capaz de llevar a cabo, y justificar, su “sistema” -y eso es lo que era, un sistema bien definido -indeterminado mediante el uso de significaciones extramusicales para realizar sus obras: el I Ching, el lanzamiento de centavos para llegar a operaciones de azar, el uso de las imperfecciones de una partitura, dejando caer al azar transparencias garabateadas una encima de la otra, etcétera. La idea de emplear un juego de ajedrez para realizar una obra músico-teatral fue una de las más creativas: a la vez aprovechó su nunca disimulada predilección por lo altamente teatral, la apelación del ajedrez al intelectualismo, y la vida de todos los días. Si más no, John Cage era un intelectual: autodidacta, americano y tan original como ellos pueden serlo.

Su búsqueda de lo “determinado indeterminado u obra indeterminada” 13fue elegantemente definida en su concepto de Reunión, pero en tanto interpretación musical, la realización final de la obra en realidad quedó inclonclusa. Una partida terminó demasiado rápidamente como para permitir que las ideas fundamentales fueran completamente experimentadas por el público; mientras la otra se hizo tan larga que tuvo que ser aplazada debido al agotamiento de los protagonistas y la disminución del público. Finalmente, las circunstancias presentes en Reunión no permitieron la correlación entre la elegante solicitud del sistema de indeterminación de Cage y su esperanza fundamental de que la elegante partida de ajedrez pudiera aportar elegantes estructuras musicales. Las partidas obviamente no fueron elegantes, y en cuanto a mí, no tenía esperanza de que ellos aportaran estructuras musicales elegantes, o incluso interesantes. Después de este acontecimiento inconcluso, ¿qué quedó de Reunión? Lo altamente teatral. La apelación de Cage al intelectualismo, y a la vida cotidiana.

POCO DESPUÉS

Los críticos del diario de Toronto fueron unánimes en su indignación con Reunión, como mostró la edición de tarde del Star el 6 de marzo de 1968 y el ahora desaparecido Telegram. William Littler, crítico musical del Star, escribió un titular diciendo que el acontecimiento había sido “muy aburrido”. Su colega y crítico cultural Robert Fulford lo encontró “infinitamente aburrido” y un ejemplo de “total incomunicación, por completo”.14 Kenneth Winters del Telegram concluyó que los “rancios, polvorientos, visitantes ilustres estaban casi lo suficientemente fosilizados como para ser reverentemente enclaustrados en una universidad”.15 Los editores del conservador Globe and Mail no se dignaron a enviar un reportero a Reunión.

Dos interpretaciones adicionales de la obra tuvieron lugar esa primavera: una en el Electric Circus en New York, la otra en el Mills College en Oakland, California. Aunque ellos vivían en New York, los Duchamp se mantuvieron al margen del acontecimiento del Electric Circus: Cage encontró como pareja de ajedrez al editor del The Saturday Evening Post. Además del arreglo del tablero, instruí al amigo de Cage Jean Rigg en el bello arte de preparar margaritas – con la ausencia de los Duchamp, no se sirvió vino. Se puso un micrófono de contacto en la batidora, se sirvieron margaritas a discreción mientras duraron los ingredientes, y lo pasamos estupendamente.

En el Mills College, yo era el oponente de Cage en la partida. De acuerdo con el código de vestuario de Cage-Duchamp, llevé un traje oscuro y corbata, pero Cage fue vestido más informalmente. El reportero del de Oakland Tribune, Paul Hertelendy, señaló que el oponente de Cage parecía un miembro de la Mafia, o quizás un agente del FBI, en el incongruente papel de jugador de ajedrez. Jugaba con las Blancas, y empecé de un modo muy atrevido, con una variación del “Mate del Loco”. Cage hizó observaciones sobre mi falta de agresividad mientras yo me cobraba algunas de sus piezas, pero ese inicio es peligroso cuando se está frente a un oponente entrenado, y acabó ganando contundentemente. Después de todo, él había estado entrenando bastante al ajedrez las últimas semanas, mientras yo me estaba esforzando por terminar mi diploma de licenciado. Excepto el nombre del editor del The Saturday Evening Post o las fechas y horas de esas últimas performances, no tengo más documentos. Pero ese tiempo, Reunión formó parte de mi vida cotidiana, y estoy contento de haberme permitido el empeño en hacerlo.

fig. 12.- El tablero de Reunión en 1998

LOS JUGADORES

Henri-Robert-Marcel Duchamp nació en casa en Blainville, Francia el 28 de julio de 1887. Fue una de las más influyentes figuras de la vanguardia artística del siglo XX. Murió el 2 de octubre de 1968 en su apartamento en Neuilly-sur-Seine (N. 5 de la calle Parmentier), Francia. 16

John Milton Cage, Jr. hijo de un inventor en Los Angeles, nació el 5 de septiembre de 1912.17 Llegó a ser uno de los líderes de la vanguardia musical del siglo XX. Cage murió de una apoplejía el 12 de agosto de 1992.18

Alexina (Teeny) Duchamp, Alexina Sattler de soltera, nació el 20 de enero de 1906 en Cincinnati 19 y se casó con Marcel Duchamp en 1954. Murió el 20 de diciembre de 1995 en su casa en Villiers-sous-Grez, Francia, a la edad de 89 años. 20

David Eugene Tudor nació en Philadelphia el 20 de enero de 1926. Llegó a ser uno de los primeros pianistas de vanguardia y compositor electrónico de nuestro tiempo, y empezó a trabajar con Cage como miembro de la Merce Cunningham and Dance Company (MCDC) a principios de los 50. Cuando Cage murió lo reemplazó como Director Musical de la Compañía. Tudor murió mientras dormía el 13 de agosto de 1996 en su casa en Tomkins Cove, NY a la edad de 70 años. 21

Gordon Mumma nació el 30 de marzo de 1935 en Framingham, MA. De 1966 a 1974, fue compositor/músico (con Tudor y Cage) en el MCDC y uno de los primeros compositores en utilizar circuitos electrónicos diseñados por él mismo. 22 Está jubilado de la facultad de música en la Universidad de California en Santa Cruz.

David Behrman nació el 16 de agosto de 1937 en Salzburg, Austria.23 Formó el Sonic Arts Union en 1966 con Mumma, Robert Ashley y Alvin Lucier y fue compositor/intérprete en el MCDC de 1970 a 1977. Desde entonces ha enseñado música electrónica e informática en Bard, Mills y otras Escuelas Universitarias de Estados Unidos.

Lowell Merlin Cross nació en Kingsville, TX el 24 de junio de 1938. Enseña en la Escuela de Música de la Universidad de Iowa desde 1972.

AGRADECIMIENTOS

Mi agradecimiento para Juan María Solare, compositor argentino que vive en Alemania, gracias a cuyas preguntas por correo elecrónico acerca de Reunión me instó a escribir este artículo 30 años después del acontecimiento. Mi agradecimiento también para la profesora Elizabeth Aubrey, musicóloga, colega y querida amiga, quien pacientemente ha leído el manuscrito y hecho muchas sugerencias útiles.

Traducción: Carmen Pardo Salgado

Fotografías: Shigeko Kubota

Texto publicado en la revista Leonardo Music Journal: Reunion: John Cage, Marcel Duchamp, Electronic Music and Chess, Volume 9, 1999, p. 35-42.

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NOTAS Y REFERENCIAS

1.- Calvin Tomkins, Duchamp (New York: Henry Holt & Co., 1996) p. 446. R

2.- Nicolas Slonimsky, ed., Baker’s Biographical Dictionary of Musicians, 6th ed. (New York: Schirmer, 1978) p. 267. En la séptima y octava edición de Baker’s (1984, 1992), con mis anotaciones, Slonimsky corrigió la ortografía del nombre de Duchamp e informó sobre un singular tablero de ajedrez, pero mantuvo la afirmación errónea acerca de un ordenador y de los “rayos láser”. R

3.- Lowell Cross, “The Audio Control of Laser Displays”, db, the Sound Engineering Magazine 15, N. 7, 30-41 (Julio 1981) R

4.- David Revill, The Roaring Silence-John Cage: A Life (New York: Arcade Publishing, Inc., 1992), p. 223. R

5.- Tomkins [1], pp. 445-446. R

6.- Lowell Cross, “The Stirrer”, Source, music of the avant garde N. 4 (1968) pp. 25-28. R

7.- Lowell Cross, “Electronic Music, 1948-1953″, Perspectives of New Music 7, N. 1, 32-65 (1968) R

8.- Ver Tomkins [1] pp. 410-411. R

9.- Ver Tomkins [1] pp. 411. R

10.- Ver Tomkins [1], p. 289. R

11.- Que este Château, Margaux 1964, era un Château Kirwan, me lo confirmó en mayo de 1998 el Sr. Wally Plahutnik, vinatero de la John’s Grocery, Inc. en Iowa City, después de una inspección cuidadosa de la etiqueta de la botella vista en las fotografías de Shigeko Kubota. R

12.- La única obra escuchada en el transcurso de Reunión que fue difundida como una grabación fue mi cinta, Video II (B), editada en Source Records N. 5, 1971. Las piezas “live electronic” de los otros compositores eran improvisadas y efímeras, jamás para ser escuchadas otra vez fuera de esa noche. Sin embargo, el acontecimiento completo fue grabado para una posible difusión por la CBS/Columbia (David Berhman, productor): el paradero actual y el estado de las cintas se desconoce. R

13.- John Cage, “Experimental Music”, en Silence (Middletown, CT: Wesleyan Univ. Press, 1961), p. 12. R

14.- The Toronto Star (6 de Marzo de 1968). R

15.- The Toronto Telegram (6 de Marzo de 1968). R

16.- Ver Tomkins [1] pp. 18, 449-450. R

17.- Ver Slonimsky [2], 8» ed. (1992) p. 282. R

18.- Laura Kuhn, Directora Ejecutiva del The John Cage Trust, correspondencia conmigo por correo electrónico (3 y 4 de diciembre de 1998). El tablero de ajedrez de Reunión forma parte de la colección del The John Cage Trust. R

19.- El lugar y el nacimiento de Teeny Duchamp me fue confirmado por su hija, Jacqueline Matisse Monnier (vía fax) y Paul Matisse (vía telef—nica), el 2 de Septiembre de 1999. R

20.- Calvin Tomkins, en correspondencia vía fax, 20 de mayo de 1998. R

21.- Ver la sección biográfica de las páginas de David Tudor, presentadas por la Electronic Music Foundation web site; accesible en (http://www.emf.org/tudor/Life/biography.html). R

22.- Ver la página de Gordon Mumma en el catálogo de artista on-line de Lovely Music, accesible en (http://www.lovely.com/bios/mumma.html). R

23.- David M. Cummings, ed., International Who’s Who in Music and Musician’s Directory, 15 ed. (Cambridge, UK: International Biographical Centre, 1996) p. 65. R

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